UNA QUESTIONE DI SOCIAL DESIGN.
DRAMA definisce l’articolato palinsesto di temi sociali, ambientali, psicologici, meta-storici che forniscono struttura sociale e identita’ personale per i residenti dei diversi mondi virtuali. Pur potendo mettere in relazione i temi piu o meno pittoreschi delle ambientazioni con alcuni aspetti del teatro, tipicamente al ‘living theatre‘, il Drama e’ oltre la drammaturgia normalmente considerata. Si puo’ ritenere che il social design dei metaversi fonde nel Drama diversi elementi ereditati, oltre che dalla rappresentazione teatrale, dalla cultura dei giochi e dal’estetica dei miti.
Le basi teoriche per la analisi e diciamo una certa ‘tassonomia’ del Drama sono state certamente gettate nel corso degli anni ‘70 da Gary Gigax, uno dei padri storici dei giochi basati sul ruolo. Quelle eccezionali macchine per la narrazione che furono dungeons and dragons, warhammer 40.000, o gli ultimi shadowrun e cyberpunk, i role playing games ( considerati come dispositivi semantici basati su percorsi narrativi alternativi condivisi e aperti), si configurarono per dare un assetto tematico diversificato, capace di realizzare diversi orizzonti neo-mitologici: dalla fantasy tutta magia e draghi fino agli estremi orizzonti della fantascienza. In ciascuno di questi temi si delineavano ‘classi di personaggi’, ‘ abilita e facolta’ di classe’, ‘backgrounds’, e in definitiva si creavano lo yin e lo yang della narrazione interattiva : Il Playing Character e il Non-Playing Character.
L’esistenza di un Deus ex machina, (il ‘gamemaster’) forniva il feedback di controllo affinche’ le linee narrative si incanalassero in percorsi nei quali la sospensione dell’incredulita’ fosse garantita. L’intrattenimento assumeva l’aspetto dello psicodramma quando il gruppo di gioco poteva esprimere propri percorsi interiori grazie all’uso degli strumenti forniti. Come Jung asseriva, il mito e’ l’archetipo. Il mito e’ percorso, e’ narrazione. La simulazione di un percorso realizzato da un proprio personaggio, di cui il giocatore esprimeva la personalita’, messo al confronto con altri percorsi, realizzati simultaneamente, in co-presenza ad altri giocatori, creava contesti psichici nei quali la metafora trascendeva nello psicodramma.

LA GRAMMATICA DEL DRAMA.
Di questa esperienza, i metaversi ereditano il linguaggio. Nei simulatori di Second Life vengono gestite realta’ alternative, con una fisica alternativa, contesti sociali alternativi ( dalla GOR community, ai Furries, le comunita’ Steampunk). Il Drama e’ appunto il termine che racchiude tutti gli aspetti interiori ed esteriori di una comunita’ virtuale. Non solo regole e leggi, ma soprattutto strumenti di canalizzazione di energie narrative. Il Drama di un tema fantasy ha parole chiave quali: ‘Fate’, ‘Honor’, ‘Duel’, ‘Quest’ , in particolare quest’ultima: ‘Cerca’, sottintende al raggiungimento di uno scopo, di una meta ultima, conquistata per mezzo di interazione fra piu attori. Alla Jodorowsky si direbbe ‘la cima della montagna incantata’. I riferimenti sono alla cultura e dai miti celtici, dal Signore degli anelli a Excalibur. Nel Drama di un tema cyberpunk le parole sono: ‘Anarchy’, ‘Streetwise’, ‘Fight’,'Run’ questa intesa nel senso di ’spedizione, missione’. Nelle piattaforme di interazione on-line a interfaccia tridimensionale ( i mondi virtuali ), da Gibson a Stephenson insomma, passando per Tolkien, i padri antenati delle linee neomitologiche del XX secolo, rendono possibile il formarsi di una forma di socialita’ nuova. Il Drama tradizionale, la drammaturgia classica e le sue evoluzioni, influenzano la societa’ contemporanea reale occidentale in maniera totalmente irrilevante rispetto al potenziale di influenza dell’ HyperDrama dei metaversi . Nei mondi virtuali la socialita’ e’ amplificata ( augmented ) perche’ figlia dell’iperlink, totalmente indipendente dagli schemi lineari e sequenziali della ‘real life’. La societa’ della realta’ virtuale e’ totalmente metaforica, finalizzata a realizzare la proliferazione di se stessa, destinata ad influenzare la socialita’ ‘outworld’, quella della vita ‘reale’, in modo totale, come totale e’ la sua capacita’ di assorbire ogni tipo di linguaggio in se’.
Luca Lisci V.Voom
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